E' LA PREGHIERA CHE SALVA
1624 71. Diceva ancora: «Ci sono molti frati
che giorno e notte mettono tutta la loro passione e preoccupazione
nell'acquistare la scienza, trascurando la loro santa vocazione
e la devota orazione. E annunziando il Vangelo a qualche persona
e al popolo, nel vedere o nel sentire che alcuni ne sono rimasti
edificati o convertiti a penitenza, diventano tronfi e montano
in superbia per risultati ottenuti da fatica altrui . Invero,
coloro che essi si illudono d'avere edificato o convertito
a penitenza con i loro discorsi, è il Signore che li
edifica e converte grazie alle orazioni dei frati santi, anche
se questi ultimi lo ignorano: è la volontà di
Dio, questa, che non se ne accorgano, per non insuperbire.
Questi frati sono i miei cavalieri della tavola rotonda, che
si nascondono in luoghi appartati e disabitati, per impegnarsi
con più fervore nella preghiera e nella meditazione,
piangendo i peccati propri e altrui. La loro santità
è nota a Dio, mentre talvolta rimane sconosciuta agli
altri frati e alla gente. E quando le loro anime saranno presentate
al Signore dagli angeli, allora Dio mostrerà loro il
frutto e il premio delle loro fatiche, cioè le molte
anime salvatesi grazie alle loro preghiere. E dirà:
-Figli, ecco, queste anime sono salve in virtù delle
vostre orazioni. Poiché siete stati fedeli nel poco,
vi darò potere su molto».
Così Francesco commentava quella parola della Scrittura:
La sterile ha partorito molti figli, e quella che ne aveva
molti si è avvizzita. «La sterile è il
religioso fervente, che edifica sé e gli altri con
le sue sante orazioni e virtù». Ripeteva spesso
queste parole ai frati, nelle sue istruzioni, soprattutto
nel Capitolo che si teneva presso la chiesa di Santa Maria
della Porziuncola alla presenza dei ministri e degli altri
frati.
Egli ammaestrava tutti i frati ministri e predicatori a bene
usare i carismi ricevuti. Diceva che non dovevano a causa
del superiorato o dell'impegno di predicazione tralasciare
a nessun costo la santa devota orazione, l'andare per elemosina
e il lavorare con le loro mani come gli altri frati al fine
di dare il buon esempio e a profitto delle anime proprie e
altrui. Aggiungeva: «I frati sudditi sono molto edificati
al vedere i loro ministri e i predicatori darsi con gioia
alla preghiera, mostrarsi modesti e umili».
Da fedele seguace di Cristo, finché fu in salute, Francesco
realizzò sempre in se stesso quanto insegnava ai suoi
fratelli.